IO sono OK: L’Analisi Transazionale come via per l’Autonomia

IO sono OK: L’Analisi Transazionale come via per l’Autonomia

Gruppo permanente di crescita personale

da giovedì 19 marzo 2026 dalle ore 20.00 alle ore 22.30 presso la sede di Curno.

Conduce Beppe Morosini

Il percorso “Io sono OK” nasce da una visione dell’AT: ogni essere umano nasce “Principe” o “Principessa”, con un potenziale intrinseco di dignità, salute e saggezza. Se la vita ci ha portati a indossare “pelli di rospo”, ovvero maschere e ruoli difensivi, è stato per sopravvivere a contesti e situazioni difficili. Questo gruppo è lo spazio in cui, insieme, possiamo decidere di riappropriarci della nostra natura autentica, utilizzando le lenti dell’Analisi Transazionale per osservare, comprendere e decidere di cambiare.

I fondamenti della consapevolezza – Le posizioni Esistenziali e l’incontro con l’altro

Il concetto di “Io sono OK – Tu sei OK” non è un banale slogan motivazionale, ma una scelta etica di fondo che definisce come ci poniamo nel mondo. Spesso, senza accorgercene, adottiamo posizioni alternative per proteggerci dal dolore o dall’incertezza.

Quando ci sentiamo inadeguati o inferiori, scivoliamo nel “Io non sono OK – Tu sei OK”, cercando approvazione esterna e temendo il giudizio. Al contrario, quando la nostra difesa è la rabbia, possiamo arroccarci nel “Io sono OK – Tu non sei OK”, guardando gli altri dall’alto in basso per non mostrare la nostra vulnerabilità. Il lavoro di gruppo permette di riconoscere questi spostamenti e di tornare, con pazienza, a una posizione di parità, dove il valore di ogni persona è un dato di fatto non negoziabile.

La fame di riconoscimento – L’economia delle carezze

Eric Berne osservò che l’essere umano ha bisogno di stimoli e riconoscimenti — le “Carezze” — tanto quanto di nutrimento biologico. Senza carezze, la nostra psiche “appassisce”. Tuttavia, molti di noi sono cresciuti seguendo una “Economia delle Carezze” restrittiva: abbiamo imparato che non bisogna chiedere ciò di cui abbiamo bisogno, che non bisogna accettare complimenti o che è pericoloso dare affetto apertamente.

Nel gruppo esploreremo come questi filtri influenzino il nostro benessere. Spesso, pur di non restare nel vuoto dell’indifferenza, preferiamo scambiare “carezze negative” (litigi, critiche, svalutazioni), perché anche un dolore è meglio del nulla. Imparare a riconoscere e a scambiare carezze sane e nutrienti è il primo passo per uscire dalla carestia emotiva.

Il linguaggio dei giochi – il triangolo drammatico

Gran parte della nostra sofferenza relazionale deriva dai giochi psicologici. Un “Gioco” è una serie di scambi comunicativi che sembrano razionali ma che nascondono un obiettivo inconscio e portano a un “tornaconto” finale spiacevole, come un senso di colpa, rabbia o solitudine.

Per comprendere queste dinamiche, utilizzeremo lo strumento del triangolo drammatico di Karpman. Osserveremo come, nei momenti di stress, tendiamo a occupare uno dei tre vertici:

  • La Vittima: Che si sente impotente e cerca qualcuno che faccia le cose al suo posto.
  • Il Salvatore: Che aiuta anche quando non richiesto, svalutando implicitamente la capacità dell’altro di farcela da solo.
  • Il Persecutore: Che critica e punisce per mantenere una posizione di controllo.

Smascherare il gioco nel momento in cui avviene ci permette di interrompere la ripetizione del passato e accedere a una reale intimità.

Il riflesso di sé – le relazioni affettive/familiari

Nelle relazioni, la nostra vulnerabilità è massima e il desiderio di protezione può paradossalmente allontanarci dall’altro. Qui, l’Analisi Transazionale ci aiuta a vedere come le negazioni operino per proteggerci da verità scomode, impedendo però l’incontro autentico.

  • l’ascolto profondo e la reciprocità: Spesso, durante un conflitto con il partner, non ascoltiamo la persona che abbiamo davanti, ma la proiezione di una figura del nostro passato. Il gruppo è una palestra di ascolto attivo, dove impariamo a distinguere tra il bisogno reale del presente e l’eco di ferite antiche.
  • gestione del conflitto e intimità: Il conflitto, se vissuto senza svalutare l’altro o se stessi, smette di essere una minaccia e diventa un portale verso l’intimità. Invece di reagire con la rabbia del Genitore o la chiusura del Bambino, impareremo a stare nel disaccordo con la presenza dell’Adulto, trasformando la crisi in un’opportunità di conoscenza reciproca.

La dinamica del sé – Il contesto lavorativo

Anche l’ambiente professionale è ma un palcoscenico dove i nostri “copioni” — i piani di vita scritti nell’infanzia — si manifestano con forza. Qui, le gerarchie e le scadenze possono attivare i nostri stati dell’IO in modo disfunzionale:

  • Le svalutazioni e le negazioni: Quante volte, di fronte a un problema lavorativo, svalutiamo la nostra capacità di agire (“Non posso farci niente”) o la gravità della situazione (“Non è poi così grave”)? Identificare questi meccanismi permette di passare dall’impotenza appresa alla responsabilità adulta.
  • comunicazione e transazioni: Analizzeremo come avvengono i passaggi di informazione con colleghi e superiori. Stiamo agendo da un “Adulto” che analizza i dati o da un “Genitore Critico” che rimprovera? O forse da un “Bambino Adattato” che cerca di compiacere il capo? Comprendere le transazioni (gli scambi tra Stati dell’Io) ci fornisce gli strumenti per una comunicazione che non crea malintesi, ma costruisce ponti verso la risoluzione dei problemi.

La metodologia del gruppo

Il gruppo funziona come un microcosmo sociale. Ciò che accade fuori, nelle tue relazioni e nel tuo lavoro, tenderà a manifestarsi anche qui dentro. Ma, a differenza del mondo esterno, in questo spazio abbiamo il permesso di “fermare il tempo” per analizzare ciò che è appena accaduto tra i membri.

  • La decontaminazione dell’Adulto: Molti dei nostri pensieri sono “contaminati” da pregiudizi del passato o da emozioni arcaiche. Il percorso mira a pulire la nostra capacità di analisi, rendendo l’Adulto libero di operare scelte basate sulla realtà attuale.
  • Il contratto di crescita: Insieme, definiremo obiettivi chiari. Non si tratta di “cambiare per essere migliori”, ma di cambiare per essere più simili a chi siamo veramente, recuperando quella spontaneità e capacità di intimità che sono il diritto di nascita di ogni individuo.

La ricerca di un’armonia tra pensieri, sentimenti e comportamenti è un atto di coraggio. È la scelta di smettere di essere spettatori della propria vita per diventarne, consapevolmente, gli autori.

A chi è rivolto

Alle persone che non cercano necessariamente di “curare” un problema, ma desiderano un percorso di crescita personale partendo dai propri schemi di comportamento. Persone che credono che in questo processo, il gruppo è supporto, specchio che permette di sperimentare nuovi modi di relazionarsi e di lasciare andare le eventuali maschere o ruoli. È un’esperienza che va oltre la risoluzione di una difficoltà, offrendo gli strumenti “per avere cura” della propria unicità.

Quando e dove

Ciclo di 8 incontri che si terranno di giovedì dalle 20.00 alle 22.30 ogni quindici giorni presso la sede del CENTRO DIVENIRE a Curno, piazza Papa Giovanni XXIII n.7, a partire da giovedì 19 marzo 2026.
La finalità è di creare un gruppo di counseling, per tanto è richiesta la continuità di presenza per favorire la creazione di legami stabili, per stimolare il confronto sincero e spontaneo. 

Costi

Per prenotare il tuo posto o ricevere maggiori dettagli, compila il form di adesione. I posti sono limitati per garantire uno spazio intimo e sicuro. L’intero percorso (8 incontri) avrà il costo di 240€. 

Puoi richiedere un colloquio orientativo gratuito al counselor inviando una mail a info@centrodivenire.net con scritto: “richiedo colloquio orientativo gratuito a Beppe Morosini sul tema “gruppo IO sono OK”

Conduce

Giuseppe Morosini, Centro Divenire, counseling
Giuseppe Morosini

Counselor con approccio analitico transazionale, facilitatore di gruppi, operatore craniosacrale.
Esperto in comunicazione e gestione del conflitto, si occupa da anni di formazione e crescita personale in contesti individuali, di coppia e di gruppo.

Regole per l’annullamento dell’iscrizione e rimborsi

Qualora tu dovessi cambiare idea o fossi impossibilitato a partecipare
– potrai ricevere un rimborso completo della quota se disdici entro tre settimane dall’inizio del percorso.
– Per disdette comunicate fino a 7 giorni prima dall’inizio ti verrà rimborsata completamente la quota versata sottoforma di buono da spendere in qualche altra iniziativa del centro e per richiedere uno o più colloqui individuali o di coppia.
– Per disdette comunicate da 6 a 3 giorni prima ti verrà rimborsata metà della quota versata sottoforma di buono da spendere in qualche altra iniziativa del centro e per richiedere uno o più colloqui individuali o di coppia.
– Per disdette comunicate 2 giorni prima l’inizio del percorso non verrà fatto alcun rimborso.
Si ricorda, inoltre, che gli incontri saltati non verranno recuperati nè rimborsati.

Iscriviti

Per iscriversi al percorso è necessario compilare il formulario online.