Sostegno alla genitorialità infantile e adolescenziale

Madre e bambino - Sostegno alla genitorialità - Centro Divenire

Bowlby definisce l’essere genitore come “il mestiere più difficile del mondo” sottolineando al tempo stesso come rivesta un ruolo sociale indispensabile.

Chi non ha mai avuto il dubbio di non capire suo figlio? … O vissuto l’insicurezza di sbagliare? La rabbia di non essere ascoltato, la delusione per la sensazione di parlare lingue diverse … .

Eppure cerchiamo di fare del nostro meglio per il bene dei nostri figli!

Nella miriade di cose che abbiamo da fare, di relazioni che dobbiamo far funzionare, ci riconosciamo competenze che nostro figlio a volte ha il potere di mettere in discussione.

Altre volte non riconosciamo una logica di azione – reazione che nei nostri schemi dovrebbe guidare la sua buona crescita.

Il mettersi in discussione diventa dubbio, il dubbio insicurezza e ci chiudiamo in regole e modi di fare che abbiamo imparato quando eravamo figli, cadiamo in quegli atteggiamenti per i quali dicevamo: “io non farò mai così … “.

Nell’affrontare un compito difficile una della cose che si devono fare è dotarsi di strumenti che funzionano: Il cammino che viene proposto, infatti, riguarda

  • la competenza dell’ascoltare, strumento funzionale e indispensabile a conoscere meglio i figli.
  • L’acquisizione di abilità nel comprendere i significati del disagio a livello individuale (cioè del figlio) o familiare
  • Costruzione di abilità comunicative e strategiche per sostenere il figlio nel passaggio evolutivo che sta affrontando

Procedendo con l’apprendimento, si acquisirà consapevolezza che non sempre le comunicazioni che utilizziamo favoriscono una positiva relazione con i nostri figli, e che ascoltare, contrariamente alle apparenze, è molto più facile di ciò che siamo abituati a fare, di ciò che ci hanno abituato a fare.

Incontrare il proprio figlio nella sua specificità presuppone la capacità di ascoltare, nel senso di comprendere e accogliere, e non necessariamente di condividere, il suo mondo interiore.

Azione che comporta, da parte del genitore, un mettersi in discussione, per rendersi disponibile a un lavoro di auto-comprensione, auto-formazione che il lavoro introspettivo a livello individuale o in gruppo (se è attivo) facilita e amplifica.

Il percorso aiuterà a riconoscere e mettere tra parentesi i propri schemi di riferimento, condizione irrinunciabile per riuscire a porsi nell’ottica del figlio e dei suoi schemi di riferimento, aspetto che Rogers ha indicato come capacità empatica.

Vedere anche : cerchio dei padri, cerchio delle madri

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