Dipendenze affettive

Ovvero quando si ama troppo

 

Esistono persone, uomini ma soprattutto donne, che non riescono a vivere relazioni affettive serene. L’esperienza più ricorrente per queste persone è quella di voler mantenere a tutti i costi un rapporto affettivo, nonostante esso si dimostri oggettivamente frustrante e logorante. In altri casi, la vita non sembra procedere senza una relazione affettiva oppure si vivono di continuo rapporti sbagliati.

Si tratta spesso di donne autonome nel lavoro, capaci di cavarsela in tutte le situazioni senza il bisogno che un uomo le porti in salvo, in grado di difendere le proprie idee, accompagnate da un sottile senso di inadeguatezza, che le costringe a cercare continue rassicurazioni che non appagano mai del tutto.

 

A volte la dipendenza non è verso un partner ma verso un genitore o un figlio. In ogni caso, queste persone sentono che le proprie scelte esistenziali sono tutte rivolte a compiacere le persone di cui sono dipendenti, fino a perdersi completamente di vista.

C’è da una parte un aspetto culturale che fa si che fa una donna ci si aspetti un certo sacrificio per gli altri, che si preoccupi, si metta in secondo piano. Ma nel caso delle dipendenze affettive questo aspetto è davvero esagerato e oltremisura: la persona arriva a dimenticarsi di sé, ad adattarsi completamente ai bisogni dell’altro procurandosi molta sofferenza.

Questo tipo di frustrazione porta non raramente le donne a cercare nel cibo sia uno sfogo della rabbia che una consolazione.

Incontrare la propria dipendenza relazionale, supportata da convenzioni e condizionamenti educativi, è un percorso irto di ostacoli. Significa guardarsi dentro a fondo, scoprire che non si sta vivendo la vita che si desidera, cambiare comportamenti e pensieri avvilenti che ormai ci appartengono, scontrarsi con gli imperanti stereotipi sociali dentro e fuori di noi e, sovente, affrontare la disapprovazione e le resistenze dei nostri cari, abituati al nostro comportamento arrendevole. Se si intende affrancarsi dall’abitudine di mangiare troppo o di fumare è facile parlarne e trovare l’approvazione collettiva per sostenerci nella fatica di uscirne. Quando però si inizia a interrogarsi sui comportamenti e le situazioni che ci rendono serene per distinguerli da quelli che ci fanno stare male, se si cerca di modificare o di chiudere relazioni distruttive, se si sceglie di vivere appieno quelle appaganti, si rischia di essere etichettate come incontentabili.Come donne complicate, che non sanno quello che è meglio per loro“.1

Nonostante queste donne abbiano la percezione del problema, dimostrano una notevole resistenza a cambiare e soprattutto ad allontanarsi da situazioni fonti di disagio e sofferenza. Esse sembrano non essere capaci di dire di no, di opporsi alle richieste divoranti degli altri e sono costantemente in contatto con la paura di deludere o di non farcela.

Per questo motivo una psicoterapia può offrire un valido supporto nello scoprire le origini di questo modo di “stare” nelle relazioni che prevede fatica e sofferenza anziché gioia e serenità insieme allo sviluppo della propria capacità ad incontrare e accettare sia i propri aspetti positivi che i propri limiti.

1 Inama L., Liberarsi dal troppo amore, per le donne che vogliono uscire da una dipendenza affettiva, Erickson, Trento, 2002, pag.17

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