“I codici più attuali per il rinnovamento della concezione della malattia” una breve sintesi della conferenza tenuta il 26 ottobre 2018

Questo slideshow richiede JavaScript.

La conferenza di venerdì 26 ottobre ha avuto come ospite il dottor Diego Frigoli, medico psichiatra, ricercatore presso la clinica psichiatrica dell’Università di Milano, presidente dell’Associazione Nazionale di Ecobiopsicologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Istituto ANEB.

Frigoli spiega il nuovo approccio alla malattia offerto da questa “scuola” di pensiero psicologico che si basa sull’interpretazione del sintomo, come messaggio dal profondo. In un mondo in cui, i medici sono sempre più portati ad affidarsi ciecamente ai progressi della scienza per far fronte al disagio della malattia, e all’angoscia che l’accompagna, spesso si dimentichiamo di avere una visione più umana e unificante, piuttosto che frammentaria, della persona malata. Bisogna imparare a trasformare la malattia da nemica a alleata, come se fosse una cellula informatrice del nostro corpo che cerca di parlarci, di informarci su qualcosa.

L’inconscio, la parte più profonda e, per definizione, sconosciuta di noi, è il mittente di questo messaggio che viene veicolato con un proprio linguaggio, il linguaggio del sé, che spesso parla per immagini, simboli, sogni e sintomi. Alla base del metodo della Ecobiopsicologia, infatti, c’è l’assunto di fondo che l’inconscio trovi sempre il modo di comunicare e che lo faccia servendosi di tutto ciò che ha a disposizione.

Ma riprendiamo dal messaggio e da ciò che vuole comunicare alla parte conscia. La cosa che viene messa in rilievo dal sintomo è il fatto che c’è uno squilibrio dentro di noi, fra una parte che desidera qualcosa e un’altra che va nella direzione opposta. È importante mantenere una visione del malato come di una persona, un sistema armonico e complesso che cerca, attraverso il sintomo, di riportare equilibrio nella sua vita. Spesso un’esperienza traumatica è in grado di far riemergere delle emozioni violente rimaste latenti dentro di noi e le può somatizzare, cioè farle “dire” al corpo. Il corpo, se potesse parlare, direbbe: questa cosa mi fa soffrire. Per le neuroscienze è ormai appurato che esiste un collegamento complesso fra tutte le parti del corpo e i sistemi nervosi, centrale e periferico, grazie alle reti neuronali. Le emozioni sono embody, dentro il corpo. Quindi ecco che il sintomo diventa alleato nella scoperta del problema emotivo da risolvere.

Quello che rende innovativo l’approccio della Ecobiopsicologia, spiega il dottor Frigoli, è il tentativo di “passar alla biografia al romanzo”, ovvero raccogliere le informazioni sulla storia clinica del paziente e i dati biografici e poi condire la loro storia con le emozioni. In questo approccio si ascolta il paziente da un altro punto di vista, ascoltando le sue emozioni e tutto ciò che può essere stato traumatico per lui. Ogni essere umano è parte a sé stante ed ha una soggettività così personale, che lo qualifica al di là della sua storia famigliare. Se nasce una pesca in una famiglia di mele, è chiaro che questa non si comporterà come tutte le altre. È quello che si chiama il sé archetipico, cioè quella parte così unica di noi che ci rende quello che siamo, al di là dei condizionamenti che incontriamo lungo il percorso di vita.

È dunque importante unire il piano psicodinamico, la teoria psichica alla base di alcune malattie psicosomatiche, al piano emotivo della persona. Bisogna chiedersi quale collegamento ci sia fra la malattia e la persona. Bisogna sempre tener presente quella costante soggettiva che qualifica il fattore umano come unico e irripetibile. Quando si ascolta il paziente, si deve ascoltare la sua storia personale a trecentosessanta gradi, per cercare quelle intuizioni particolari che collegano il disturbo medico al suo personale dolore o al particolare trauma vissuto, senza seguire un sentiero tracciato che sia per forza uguale per tutti. Il codice umano, è questo il codice per un rinnovamento della concezione della malattia. ll sintomo porta a galla un bisogno trasformativo profondo, che la persona malata porta con sé con il linguaggio dell’inconscio.

Questa è la Ecobiopsicologia: trovare il modo più preciso di individuare come lavora la mente umana, provare ad interpretare in modo integrato la malattia, dando un senso al dolore. È aiutare le persone a trovare un senso a ciò che è accaduto e ad attingere anche alle loro risorse psichiche per innescare processi di guarigione più profondi.

Presso il Centro Divenire sono attivi i servizi di Ambulatorio di psicosomatica e di Ambulatorio di psicosomatica per bambini e adolescenti.

Prossimo appuntamento Venerdì 23 novembre 2018 ore 20.30 con dott.ssa Annarita Verardo, psicologa, psicoterapeuta presso la Auditorium collegio vescovile Sant’Alessandro di Bergamo con la conferenza dal titolo Le esperienze di perdita nel bambino e nell’adolescente: separazioni, lutti, traumi. Quali risposte possibili da parte degli adulti?

 

Avatar

Gloria Volpato

Sono una Psicologa specializzata in psicoterapia della Gestalt. Lavoro prevalentemente con adulti e giovani adulti in contesti di terapia individuale, di coppia e di gruppo. Da alcuni anni porto avanti una ricerca sul mondo interiore degli uomini e delle donne attraverso due gruppi di incontro: Il Cerchio degli Uomini e Donne allo specchio. Organizzo annualmente il ciclo di conferenze Il Potere del Sentire. Tengo seminari durante tutto l’anno. Ho fondato il Centro Divenire nel 2007 e da allora lo dirigo con gioia e passione.

Potrebbero interessarti anche...

CONTATTI