Il Potere del Sentire – 6° ciclo di conferenze gratuite

Il Potere del Sentire – VI° edizione

Ciclo di conferenze esperienziali organizzato da

dedicato al tema:

Sentirsi fuori. Il rapporto dell’individuo con l’estraneità dentro e fuori di sé

 

Con il patrocinio di:

 

 

E’ l’estraneo che feconda l’immaginazione

E aiuta a pensare la vita, la sessualità e la morte.

D. Poirion

 

Introduzione

“Ognuno è circondato da barriere che lo separano dagli altri, come il pulcino dentro il guscio”, dice il Poeta Tagore. Quanto abissale può essere la distanza che separa l’uomo dal mondo? Quanto l’altro può sembrarci qualcosa di irraggiungibile perché troppo diverso ed ostico per essere compreso? Cosa ci impedisce di emergere dal guscio e vivere con maggior pienezza? In questo ciclo di conferenze, con il contributo di relatori di fama nazionale e internazionale, esploreremo le origini, le declinazioni e le conseguenze sul piano personale e sociale del “sentirsi estranei” a sé stessi e agli altri. Attraverso i contributi di ognuno proveremo a tratteggiare gli infiniti volti dello straniero che abita dentro di noi per scoprire la nostra complessità e accedere alle infinite, vitali e misteriose potenzialità della nostra psiche.

Tutte le conferenze sono a ingresso libero e gratuito.

 

Calendario

Venerdì 28 Settembre 2018 ore 20.30

Auditorium di Ranica

Dal sentirsi estranei al sentirsi unici.

Relatrice dott.ssa Alessandra Petrone, psicologa psicoterapeuta

In questa conferenza, in parte esperienziale, propongo a tutti noi di tornare a visitare quei momenti, di tornare a quel silenzio pesante e doloroso, con la prospettiva di uscirne più forti e arricchiti. Contatteremo quel bambino/a, quell’adolescente, e cercheremo insieme di dare “parole” a ciò che non poteva essere espresso, per elaborare quel momento grande o piccolo di solitudine, di perdita, di lutto. Torneremo a quei momenti in cui una nostra piccola-grande diversità rispetto al gruppo di appartenenza ci ha fatto soffrire, rivivremo tale stato d’animo per elaborarne la sofferenza. Faremo insieme un’esperienza di quando cercavo di dire, esprimere, comunicare qualcosa e l’altro o gli altri non capivano, o  aprivano qualcos’altro che non mi apparteneva. Nei limiti del possibile faremo tutto questo attraverso il gioco, per ricongiungere parti di noi che sono rimaste indietro, ad altre parti che oggi vogliono vivere pienamente. E questo ci consentirà di apprezzare il nostro particolare modo di essere diversi e unici.

 

Mercoledì 10 ottobre 2018 ore 20.30

Auditorium di Ranica

Il bambino che eravamo.

Relatori: Antonio Moresco, scrittore, dialoga con il dott. Claudio Agosti, Psicologo, psicoterapeuta

Tutti noi siamo stati bambini e siamo, attraverso la nostra vita, diventati ciò che siamo. Ma dove è finito il bambino che siamo stati? In alcune delle sue ultime opere (La lucina, le Fiabe…) Antonio Moresco si confronta col tema dell’infanzia e del rapporto fra l’adulto che siamo e il bambino che eravamo. Dall’altro lato, in psicoterapia, spesso chi entra nella stanza è il bambino del nostro passato, che cerca un dialogo con l’adulto. A volte questo adulto e questo bambino sono diventati estranei. Come farli dialogare? In questa serata ne parleranno e si confronteranno Antonio Moresco, scrittore, e Claudio Agosti, psicoterapeuta.

 

Venerdì 26 ottobre 2018 ore 20.30

Oratorio di Ranica

Le tracce del futuro: i codici più attuali per il rinnovamento della concezione della malattia

Relatore dott. Diego Frigoli, medico, psichiatra.

Viviamo oggi in un mondo insensato, senza anima, devastato nella natura, frammentato nel nostro corpo e nel nostro immaginario, al punto da farci pensare che l’unico rimedio possibile sia costituito dal progresso della scienza e dalla scoperta di nuovi rimedi in grado di sedare l’ansia collettiva. La stessa psicologia con le sue varie “scolastiche” sembra confusa, incapace di rispondere al nuovo linguaggio delle patologie che hanno voracemente inghiottito nella “malattia” aree immense della vita. Per rispondere alle angosce di frammentazione occorre che si sviluppi una nuova esperienza di aisthesis che sia in grado di re-interpretare il mondo interno ed esterno come “armonia” e “bellezza”. In questa prospettiva unificante il modello offerto dall’ecobiopsicologia si propone di leggere la malattia e il disagio dell’uomo come espressione non solo dell’inconscio personale, ma anche dell’inconscio collettivo e degli archetipi, per ritrovare nelle immagini del profondo dei pazienti quella angolazione particolare sempre più aderente al loro bisogno di trasformazione.

 

Venerdì 23 novembre 2018 ore 20.30

Auditorium collegio vescovile Sant’Alessandro di Bergamo

Le esperienze di perdita nel bambino e nell’adolescente: separazioni, lutti, traumi. Quali risposte possibili da parte degli adulti?

Relatrice dott.ssa Annarita Verardo, psicologa, psicoterapeuta

“Ciò che siamo e la vita che conduciamo sono determinati nel bene e nel male, dalle nostre esperienze di perdita” Judith Viorst La morte, come ogni separazione o modificazione dell’assetto di vita (cambio di scuola, divorzio/separazione dai genitori, modifica della struttura familiare, ecc), rappresenta un cambiamento per un bambino e lo porta a rimettere in discussione il proprio Sé e il proprio mondo di riferimento. La morte violenta come un omicidio o un suicidio aumenta il disagio psicologico e il rischio di complicanze. Anche quando il bambino non assiste direttamente alla morte improvvisa e violenta del genitore possono verificarsi traumi sostituivi derivanti dall’ascoltare descrizioni ripetute dell’evento o dal percepire la sofferenza dei membri della famiglia, nelle loro voci agitate e nelle loro espressioni facciali. In caso di suicidio il senso di perdita dura più a lungo. Lo shock e il rifiuto dell’accaduto possono essere molto più intensi e il pensiero torna più frequentemente alle immagini del suicidio. Ne consegue un senso di abbandono e rifiuto da parte della persona deceduta che innesca una forte rabbia e la colpa per non essere riusciti a prevenire l’evento. L’imbarazzo e il disagio degli altri acuisce il senso di isolamento e il sopravvissuto può addirittura identificarsi col suicida e provare un senso di minaccia personale. Solo dopo il terzo anno dalla perdita questo tipo di lutto non presenta differenze significative dagli altri. Nel corso dell’intervento si affronterà il tema del lutto in età evolutiva con particolare attenzione al lutto traumatico: saranno dati suggerimenti circa le risposte che è importante che arrivino dal mondo adulto (familiari, insegnanti, educatori, amici) e saranno indicate le ipotesi per il trattamento. Una particolare attenzione verrà data all’intervento con il metodo EMDR che risulta efficace per la risoluzione dei traumi che hanno una ricaduta sull’intero sviluppo del bambino e delle future generazione; perché il lutto è un evento che se non elaborato costituisce un fattore di rischio di psicopatologia.

 

Venerdì 14 dicembre 2018 ore 20.30

Auditorium di Ranica

I giovani che (non) escono di casa

Relatore Piergiulio Poli, dottore in psicologia, counsellor e sociologo

Giovani bamboccioni. Genitori troppo ansiosi. Crisi economica. Mancanza di lavoro stabile. Troppe pretese. Queste parole che leggiamo sui social media, i giornali, sentiamo al bar non spiegano perché genitori e figli adulti decidono, più o meno consapevolmente, di continuare a restare insieme o a lasciarsi. Il legame profondo e carnale tra figli e genitori è frutto di emozioni, parole dette e non dette. La scelta di lasciare casa di un membro giovane mette tutta la famiglia di fronte alla propria eccitazione e alle proprie paure. Dal distacco nasce un’epoca nuova per figli, fratelli e genitori, emergono nuovi equilibri, aspettative e timori. In questa serata parleremo (un poco) del distacco e faremo delle esperienze che ci aiutano a vivere meglio la convivenza o il distacco.

 

Venerdì 18 gennaio 2019 ore 20.30

Auditorium collegio vescovile Sant’Alessandro di Bergamo

Strappati da se stessi: il trauma come estrema alienazione.

Relatore dott. Maurizio Stupiggia, psicologo, psicoterapeuta.

Nell’abuso viene meno quella capacità di riconoscersi internamente, viene infranta quella sorta di specchio interiore che ci permette abitualmente di sentirci noi stessi, di percepire il nostro corpo e i nostri pensieri in modo familiare; in una parola, ci viene sottratta la sensazione di essere a casa. Viene in mente la definizione usata da Freud per descrivere certi stati di disagio: unheimlich, che significa letteralmente “non-essere-a-casa”, e che è stata tradotta con perturbante, inquietante o non-familiare. Qui sta una caratteristica cruciale del vissuto dell’abuso, il senso di essere strappato via da sé, quasi espiantato, come se una forza tremenda ed ignota operasse una magia istantanea e la persona si ritrovasse improvvisamente estranea a se stessa. E, come se non bastasse, si trovasse defraudata anche della possibilità di controllo e gestione di questa situazione imprevista: vivesse, cioè, un senso di esposizione costante alla vista e all’azione altrui, come se ciò che si cela al proprio interno, il dramma vissuto, fosse in realtà di pubblico dominio e aperto allo sguardo sociale. Potenza del paradosso!

 

 

Venerdì 22 febbraio 2019 ore 20.30

Auditorium collegio vescovile Sant’Alessandro di Bergamo

Alieni moderni. Sentirsi stranieri a sé e al mondo.

Relatrice Dott.ssa Carla Stroppa, psicanalista, saggista

In questa conferenza vedremo come non sia detto che le ragioni del “sentirsi fuori” siano ascrivibili all’ambito della psicopatologia. Spesso, esse rappresentano l’esito di un radicale disaccordo fra l’esigenza che l’Io ha di essere aderente al suo nucleo profondo (al Sé) e nel contempo al mondo che, per concedergli appartenenza e adattamento, impone sacrifici e snaturamenti insostenibili. L’individuo strattonato fra due forze contrarie ma entrambe necessarie, non ce la fa a sostenere la tensione e vacilla sul suo asse, brancola smarrito, in vari modi si ammala. Attraverso esempi clinici vedremo come la pratica psicoanalitica ( concetto sul quale ci sono grandi fraintendimenti e grossolane banalizzazioni) consente di esplorare, con la mediazione dei sogni e delle fantasie più riposte, il mondo interiore, ovvero quello spazio nascosto della psiche tanto trascurato dalla contemporaneità, in cui si gioca la partita fra lo stare dentro e lo stare fuori: da sé e dal mondo.

 

Venerdì 22 marzo 2019 ore 20.30

Auditorium di Ranica

Depresse non si nasce. Le donne e il male oscuro. 12 tappe per trasformare la depressione in risorsa e ritrovare l’autostima.

Relatrice dott.ssa Paola Leonardi, sociologa, psicoterapeuta.

La depressione femminile è un’epidemia sociale come lo è la violenza sulle donne. Sembra, avverte con sottile ironia Natalia Ginzburg, che le donne abbiano la cattiva abitudine di cascare ogni tanto in un pozzo. Ed è proprio di questo pozzo e di questo cascare che Paola Leonardi ci parlerà in questa conferenza, mostrandoci, attraverso le dodici tappe di un percorso interiore, come il pozzo rappresenti quella forza che ci permette di scendere alle più profonde radici del nostro essere.

 

Venerdì 5 aprile 2019 ore 20.30

Auditorium collegio vescovile Sant’Alessandro di Bergamo

Odiare è facile. L’ altro come potenziale nemico.

Relatore dott. Luigi Zoja, psicoanalista, saggista

Anche il pensiero più normale è costantemente infiltrato dalla paranoia. Secondo le statistiche, come forma di disturbo mentale essa ha poca importanza. Mentre altre forme di patologia mentale escludono dalla società, la paranoia può aiutare a raggiungere grande potere, indicando al pubblico un capro espiatorio. Basta pensare al secolo XX e ad Hitler e Stalin. Da quando esistono i mezzi di comunicazione di massa, essi hanno la grande responsabilità di contrastare questa deformazione, fonte dei peggiori mali, o di accompagnarla. Nel mondo digitale, in teoria la possibilità di raggiungere una informazione completa e obbiettiva è aumentata esponenzialmente: nei fatti, purtroppo, è aumentata la confusione presso il cittadino medio. Sembra che conoscere personalmente l’altro resti la difesa migliore contro l’odio indiscriminato.

 

Venerdì 24 maggio 2019 ore 20.30

Auditorium di Ranica

Quando l’altro fa male. L’estraneità, l’amore, l’amicizia e la fratellanza.

Relatrice dott.ssa Gloria Volpato, psicologa, psicoterapeuta.

In generale siamo poco consapevoli della nostra crudeltà e preferiamo quindi pensare che siano gli altri crudeli, non noi. Attraverso il racconto di Amore e Psiche, scritto da Apuleio, proveremo a ripercorrere quelle trame interiori al di fuori del nostro potere consapevole che creano inevitabilmente delle trappole nei rapporti e quindi delle esperienze di dolore e smarrimento che hanno lo scopo di sottrarci all’anonimato e aprirci alla conoscenza di noi stessi. In particolare ci occuperemo del ruolo di due emozioni come la gelosia, l’invidia nonché del potere nei legami d’amore, d’amicizia e tra fratelli per scoprire il potenziale di trasformazione che è insito ad ogni esperienza di delusione e dolore.

Centro Divenire

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Centro Divenire. Centro di Psicoterapia Umanistica Integrata.

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