“Aiuto sto crescendo!”, una breve sintesi della conferenza tenuta il 23 Marzo 2018

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All’interno del ciclo di conferenze “Il Potere del Sentire”, organizzate dal Centro Divenire di Bergamo, venerdì 23 marzo presso il Centro Culturale “Gritti” di Ranica (BG) la Dott.ssa Pamela Pace, psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista, nonché fondatrice e presidente dell’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus, ha tenuto la conferenza dal titolo “Aiuto sto crescendo! La solitudine dei preadolescenti e i suoi effetti!”. Dopo una prima fase introduttiva di presentazione dell’Associazione Pollicino, la Dott.ssa Pace ha definito la crisi adolescenziale come una fase di transizione, un passaggio rapido, immediato e quasi impercettibile che implica e porta con sé tutte le potenzialità del cambiamento.

Tre sono i registri implicati in tale fase quando un essere umano esce dall’infanzia per affacciarsi alla preadolescenza e all’adolescenza:

  • Il corpo, inteso anche come pulsionalità libidica;
  • La relazione con l’altro;
  • L’incontro enigmatico con l’amore.

La pubertà (puberrare) implica l’errare nel corpo e nell’anima di un vortice di emozioni che spingono verso l’esterno, la creatività ed il cambiamento, e che decidono molto dell’avvenire del soggetto preadolescente. Le potenzialità di tale capacità creativa dipendono dal tipo di contenimento ed accoglienza, nonché di conferma e riconoscimento, che il preadolescente trova nel mondo adulto e genitoriale: diventa importante riconoscere, accompagnare sostenere e non lasciar cadere nel vuoto.

Il primo importante cambiamento riguarda il corpo, e la frattura dell’immagine corporea infantile narcisistica: per i soggetti di sesso femminile particolare significato riveste lo sguardo dell’altro che veicola un desiderio che ha a che fare con un potere attrattivo e dunque con un’attenzione totalmente differente da quella del mondo infantile. Il tema del corpo diventa centrale, corpo inteso come contenitore di pulsioni, che possono dirigersi verso l’ipercontrollo, attraverso una ritualità ossessiva, o verso un eccesso di discontrollo, che si esprime attraverso una carenza nella cura di sé e dell’ambiente circostante. Sempre all’interno di tale cornice pulsionale si erge la tendenza alla chiusura da parte di alcuni preadolescenti nei confronti del mondo adulto: il tema della “porta chiusa” intesa come oggetto che chiude, che pone una separazione tra l’adolescente e l’adulto, strumento di cui il primo si serve per realizzare il proprio progetto di separazione ed individuazione dal secondo.

Citando la nota psicoanalista francese Fracoise Dolto, la Dott.ssa Pace riporta la metafora del “dramma del gambero”: come il gambero, quando cambia la propria corazza per ottenerne una migliore, si trova a vivere una fase di cambiamento in cui è particolarmente a rischio di subire un attacco dai predatori, così i soggetti preadolescenti sono affacciati al davanzale di un modo per loro nuovo e sconosciuto portatore di potenzialità e rischi.

Da un punto di vista sociologico e psicologico, due sono gli elementi che caratterizzano oggi più che mail il discorso sulla preadolescenza: da un lato la sua precocizzazione, con diversi casi in cui i primi segni di pubertà si manifestano già a 10-11 anni di età, dall’altro, conseguenza di questa, il divario tra lo sviluppo fisico e psicologico e la presenza di bambini che lo sono ancora psicologicamente ma non più fisicamente. Per gli adulti, siano essi genitori, educatori e insegnanti, è importante riconoscere e sostenere tale momento di divario e cambiamento, pena la caduta nel rischio.

Altro tema fondamentale nella preadolescenza è il primo incontro con l’amore ed il tema della relazione con l’altro: per il maschile, fondamentale da questo punto di vista è il tema della forza fisica, della vitalità e del corpo, sia proprio che altrui, entrambi veicolo dell’ingresso nelle relazioni e nell’amore, per il femminile fondamentali sono lo sguardo ed il rimando altrui. Tali dinamiche si inscrivono sicuramente all’interno della nostra cornice sociale di riferimento: nel contesto culturale e sociale d’oggi domina il tema dell’esaltazione del corpo, un corpo perfetto, senza handicap e fragilità, icona della bellezza contemporanea, e da qui il criterio etico è degradato a quello estetico, e la magrezza esaltata a valore all’opposto dell’obesità considerata un disvalore. È proprio dentro tali aspetti del discorso sociale che va compresa l’”emorragia soggettiva” del preadolescente: promuoverne la crescita ed accompagnarla verso le sue potenzialità creative e generative, regolando e sostenendo soprattutto la componente pulsionale. Le patologie d’oggi nascono infatti da un eccesso di disinibizione, e la fatica più grande dei genitori consiste nell’accoglimento e regolazione della pulsionalità.

La preadolescenza rimane comunque una fase della vita meravigliosa, dove da parte del ragazzo prevale la meraviglia ed il desiderio di scoperta del mondo: dunque accompagnare tale fase per i genitori significa fare entrare in gioco il desiderio, la curiosità e la passione che il discorso sociale d’oggi, con la sua logica del riempire in modo compulsivo, ha fatto assopire ed addormentare.

Prossimo appuntamento Venerdì 20 Aprile ore 20.30 con la conferenza dal titolo Matrimonio: vivi o morti? Le ombre della coppia e il cambiamento (inevitabile e necessario) tavola rotonda con Diana Avallino, Patrizia Pascucci, Gloria Volpato e Michele Agazzi.

Centro Divenire

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Centro Divenire. Centro di Psicoterapia Umanistica Integrata.

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