Il Potere del Sentire – 5° ciclo di conferenze

Il Centro Divenire
in collaborazione con il Comune di Ranica
sono lieti di presentare

 

Il 5° ciclo de Il Potere del Sentire nella vita di ogni giorno

Conferenze esperienziali di promozione del benessere e prevenzione del disagio psicologico dedicato al tema:

“Nati per cambiare”

 

Da Settembre 2017 a Maggio 2018

sempre alle ore 20.30 presso il Centro Culturale Gritti di Ranica

 

Progetto a cura della Dott. ssa Gloria Volpato con il contributo della Dott.ssa Francesca Scarano
 Ingresso libero e gratuito

 

Ogni grande e profonda difficoltà

Porta in sé la propria soluzione.

Ci costringe a cambiare il nostro modo di pensare

Per poterla trovare.

Niels Bohr (Premio Nobel per la Fisica)

 

Il Potere del Sentire - 5° ciclo di conferenze esperienzialiLe sofferenze dell’anima e i disagi esistenziali hanno un comune denominatore: la resistenza al cambiamento.

E’ stato detto che noi esseri umani siamo creature amanti delle abitudini. Essendo quindi creature abitudinarie, il cambiamento può rappresentare una dura prova per noi: la fine di un rapporto d’amore o di amicizia, un cambiamento lavorativo, un lutto, la malattia, un trasferimento, la perdita del lavoro, i figli che crescono e vanno via di casa, i genitori che invecchiano, equilibri che non reggono più e necessitano di un riassestamento, immagini di noi o degli altri non più attuali e così via. Spesso, allora, può sembrare più facile restare attaccati alle vecchie abitudini, perfino se non sono più giuste per noi, anziché affrontare le incertezze che la novità può introdurre nella nostra vita. Condizionamenti passati non più attuali, dolori e antiche paure, fantasmi del passato, immagini distorte di noi e della realtà a cui restiamo “attaccati”, impattano sulla nostra vita e sulle nostre relazioni tenendoci inchiodati ad un malessere statico e logorante.

In realtà lo sforzo è immane perché è come nuotare controcorrente. La spinta al cambiamento segue il flusso in movimento degli eventi e della nostra evoluzione, la resistenza al cambiamento produce un tempo immobile, cupo, stantio: quante più foglie vecchie non riusciamo a lasciar cadere dal nostro albero interiore tanto più impediamo il rinnovamento e la crescita.

Ma se andiamo al ricordo del bambino o bambina che siamo stati, ci tornerà alla mente che il cambiamento è parte naturale della vita e che non può esistere crescita fisica, emotiva, spirituale, intellettuale senza il motore energetico della trasformazione. Senza cambiamento non può esistere potere personale e dunque non potremmo sentirci sereni.

Ispirati dall’invito “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” di Ghandi, abbiamo strutturato un percorso di 10 conferenze chiedendo un contributo ad alcuni tra i migliori esperti nel panorama della psicoterapia nazionale nella speranza di fornire strumenti per affrontare gli innumerevoli cambiamenti che la vita ci impone e favorire il benessere psicologico collettivo.

Nell’ambito del ciclo di conferenze, inoltre, Il Potere del Sentire ospiterà uno spettacolo teatrale organizzato dal Comune di Ranica in collaborazione con Le Mosche Teatro, a cui farà seguito una conferenza esperienziale condotta da Gloria Volpato con la partecipazione della regista Silvia Briozzo e gli attori della compagnia.

 

Di seguito il calendario degli eventi, i titoli delle conferenze, i relatori ed i contenuti:

 

Sabato 16 Settembre 2017 ore 21.00

Muti… e rassegnati? Il silenzio degli uomini

Uno spettacolo teatrale di Le Mosche Teatro in collaborazione con il Comune Di Ranica seguito da una conferenza esperienziale condotta da Gloria Volpato, Psicologa-Psicoterapeuta con la partecipazione della regista Silvia Briozzo e gli attori della compagnia.

Il progetto nasce nell’ autunno 2016 dalla volontà della regista Silvia Briozzo di analizzare un problema estremamente attuale e radicato; nella realizzazione coinvolge tre attori della compagnia “Le Mosche Teatro” che condividono con lei l’urgenza e l’importanza di parlare e riflettere sulla violenza di genere. “Muti” è uno spettacolo forte, intimo e disarmante. Risultato di una ricerca personale, sociale e psicologica condotta dagli attori e dalla regista che porta alla luce la trasversalità e la profondità del problema: una secolarizzazione che, anche attraverso l’educazione, trasforma la violenza in normalità. Il punto di partenza è una maschilità violenta, che non vuole essere generalizzata, ma che nel corso dello spettacolo assume forme intensità diverse fino a scoprire una fragilità spesso celata, fatta di timori, pregiudizi e incapacità comunicative, che porta i maschi a non sentirsi adeguati. A sentirsi deboli. Un difficile esperimento che cerca di portare i propri spettatori a riflettere, uomini o donne che siano, riguardo le origini e la complessità del fenomeno.

Di Silvia Briozzo, Fabio Ghidotti, Paolo Petrò, Fabrizio Plebani

Con Fabio Ghidotti, Paolo Petrò, Fabrizio Plebani

Regia Silvia Briozzo

 

Venerdì 6 Ottobre ore 20.30

Sex & Sensibility: le trasformazioni della sessualità

Dott. Giorgio Piccinino

Parlando di sesso il più delle volte si sottolineano due funzioni: il piacere e la procreazione. D’altra parte sembrano queste le motivazioni più immediate e pressanti per farlo, orientati come siamo, a queste, da una manipolazione culturale costante. Così molto spesso si finisce per dimenticare che fare l’amore è fare intimità. In questa serata approfondiremo le capacità necessarie per attivare e mantenere nel tempo questa modalità di relazione così che l’amore possa esaltare la nostra profonda umanità.

 

Venerdì 10 Novembre ore 20.30

Perché ci ammaliamo: la fisica dell’anima come veicolo verso il cambiamento

Dott. Diego Frigoli

Gli sviluppi recenti della scienza hanno comportato un confronto sempre più proficuo fra il territorio della mente, “irrigato” dalle acque feconde dell’inconscio, e le “periferie”, nutrite dagli enunciati teorici di discipline più o meno limitrofe, come la biologia evoluzionistica, la fisica quantistica e le scienze umane. Il risultato di questo percorso innovativo ha comportato nella medicina l’emergere di un nuovo schema interpretativo della malattia, conferendo ad essa illuminanti prospettive sulla relazione mente – corpo, e in senso più lato sul confronto individuo – natura. Alla luce di queste riflessioni, la “Nuova Medicina” che sta emergendo implica che la malattia dovrebbe essere considerata come un “disequilibrio informativo”, basato sulla perdita di codici dell’informazione, che riguardano la coscienza nelle sue relazioni con l’inconscio. A partire da tale concezione, diventa pertanto necessario creare una “nuova figura di terapeuta” che conosca queste relazioni, e sia in grado di rispondere al disagio della malattia attraverso un approccio integrato, in cui gli interventi tradizionali e quelli complementari possono intersecarsi fra loro, tenendo conto dell’intera rete informativa e dell’inscindibilità mente – corpo.

 

Venerdì 15 Dicembre ore 20.30

L’empatia: un ponte per restare connessi nella coppia e affrontare il cambiamento

Dott. Alberto Penna e Dott.ssa Laura Fino

Le emozioni hanno svolto un ruolo importante nell’evoluzione e nell’adattamento della specie umana al proprio ambiente. Oltre che segnali per riconoscere i pericoli, hanno la funzione importante di comunicare con gli altri. “Emozione” deriva dal latino exmovere o emovere, che significa “trasportar fuori” o “smuovere”. Le nostre emozioni sono eccellenti indicatori dei nostri bisogni, di ciò che è importante per noi. Le relazioni e gli affetti fanno parte delle nostre necessità fondamentali. Per questa ragione è di fondamentale importanza riconoscere le proprie ed altrui emozioni e capire come queste influenzino le relazioni. Questo spunto appare importante nel nostro agire terapeutico, in quanto conferma che la possibilità del cambiamento (personale e relazionale) non passa solo attraverso la consapevolezza cognitiva e razionale, ma ha bisogno di essere integrata a livello emotivo e corporeo. L’esercizio dell’empatia che applichiamo da qualche anno, e che presenteremo in questo intervento, cerca di mettere i coniugi reciprocamente in una dinamica emotivamente virtuosa.

 

Venerdì 19 Gennaio ore 20.30

Le emozioni come cura e trasformazione

Dott. Maurizio Stupiggia

L’emozione è un crocevia dove si incontrano istanze differenti: sensazioni viscerali, movimenti muscolari, pensieri e immagini; tutto questo all’interno di una cornice ambientale che ne plasma l’origine e ne sovradetermina il senso. L’emozione dunque rappresenta il nostro modo concreto e integrale di stare nel mondo, di partecipare al flusso degli eventi, e di adattarsi ad essi, producendo dei cambiamenti interni all’organismo, in modo da produrre un’efficace integrazione con l’ambiente esterno in continuo mutamento. La salute emozionale è quindi indice della flessibilità personale e rappresenta la capacità di essere in contatto con l’ambiente; i disturbi emozionali, al contrario, sono i segni dell’arresto esistenziale nel flusso dell’evoluzione personale.

 

Venerdì 16 Febbraio ore 20.30

Resistere al cambiamento: crisi evolutive e blocchi esistenziali

Dott.ssa Diana Avellino

La vita e il nostro stesso processo di crescita implicano attraversare un continuo cambiamento. Nel tempo il nostro corpo cambia, così come le nostre relazioni ed il nostro mondo emotivo. In ogni fase di vita troviamo sfide da affrontare che ci portano a dover mettere in discussione gli equilibri fino a quel momento raggiunti e consolidati. I momenti di crisi, se da un lato ci destabilizzano, dall’altro ci aprono a nuove possibilità di essere, di ricercare nuovi equilibri che ci permettano di vivere forme sempre più autentiche e mature di noi stessi. La crisi, il cambiamento, la rottura di schemi passati e la separazione da ciò che ci è noto, offrono accanto all’inevitabile senso di caos e dolore, anche incredibili opportunità di crescita e di espressione di noi. Il cambiamento fa parte della vita stessa, quindi perché e cosa ci accade quando temiamo il cambiamento e ci opponiamo ad esso?

 

Venerdì 9 Marzo ore 20.30

Identità sessuali e cambiamenti: orientarsi negli orientamenti sessuali

Dott. Jimmy Ciliberto

Nonostante la comunità scientifica e le società occidentali abbiano affermato con fermezza la pluralità degli orientamenti sessuali, continuiamo ad assistere a situazioni in cui viene invece veicolato il messaggio che esiste una sorta di graduatoria di valore dei vari orientamenti (etero-omo-bi sessuale). A questo pregiudizio si aggiunge l’assenza di conoscenza delle dinamiche che contraddistinguono le identità sessuali e che spinge molti a fare affermazioni scorrette e mistificatorie. L’incontro ha lo scopo di aprire un dialogo che faciliti l’orientamento tra gli orientamenti, che faccia luce su alcuni dinamiche, ma soprattutto che promuova una curiosità e un rispetto dell’altro in grado di attivare circoli virtuosi che aiutino ogni individuo ad essere visto nella propria specificità.

 

Venerdì 23 Marzo ore 20.30

Aiuto, sto crescendo! La solitudine dei preadolescenti e i suoi effetti

Dott.ssa Pamela Pace

La solitudine è ciò che prova ciascun soggetto fin dalla sua venuta al mondo. Da questo punto di vista, la solitudine, in quanto insita nella struttura del soggetto, è ciò che spinge verso l’altro, affinché la sua presenza possa confortare. Tenendo conto di questo dato originario si può meglio comprendere come nell’entrata nell’adolescenza tale solitudine possa raddoppiarsi. I ragazzi vivono come in una bolla, sospesi tra la spinta al distacco dalle garanzie infantili e l’entrata nel mondo degli adulti. La fase preadolescenziale riguarda il faticoso compito dell’accettazione dell’ingovernabilità dei cambiamenti del corpo e la difficoltà di costruire una nuova identità. L’incontro puberale con le trasformazioni corporee inaugura dunque la rimessa in gioco dell’immagine di sé e una difficoltà nel riconoscersi allo specchio, che non riflette più la familiare immagine corporea infantile. La pre-adolescenza comporta quindi un primo momento di confusione e di fragilità soggettiva anche nel suo aprirsi al sociale. Possono quindi sentirsi soli e non compresi. A volte, questo cambiamento sembra arrivare “troppo presto”, rispetto alle risorse psichiche del giovane. Il rischio è allora un “intoppo psichico”, che il soggetto può scegliere di risolvere, ad esempio, utilizzando il cibo per controllare il corpo. Il rapporto con il mondo ed il corpo può incrinarsi e può aumentare il disagio psichico, anche con la comparsa di un disturbo alimentare. Ecco l’importanza dell’attenzione di padre e madre, della loro comprensione e del sostegno degli adulti di riferimento, rispetto al faticoso lavoro che il preadolescente fa nel restituire senso e significati al “terremoto” fisico e psichico interiore.

 

Venerdì 20 Aprile ore 20.30

Matrimonio: vivi o morti? Le ombre della coppia e il cambiamento (inevitabile e necessario)

Dott.ssa Diana Avellino, dott.ssa Patrizia Pascucci, dott.ssa Gloria Volpato e dott.Michele Agazzi

Il matrimonio moderno, dice Guggenbuehl-Craig autore di “Matrimonio, vivi o morti” è un’istituzione volta prima di tutto alla salvezza e quindi, come ogni percorso di salvezza, passa anche per l’inferno. Esso è fatto di alti e bassi, di sacrifici, di gioie e di dolori. Ciascun partner, ad esempio, primo o poi è destinato a scontrarsi con il lato psicopatico dell’altro, vale a dire con quel lato del suo carattere che non è modificabile e che tuttavia ha conseguenze dolorose per entrambi. La maggior parte di noi crede che questi aspetti non emergeranno nella propria relazione e di solito ritiene di poterli affrontare armato di buon senso. I dati statistici relativi ai divorzi, se non addirittura agli omicidi, ci dicono chiaramente che non siamo per niente attrezzati ad affrontare le ombre della nostra relazioni e che è indispensabile intraprendere un percorso che ci liberi dal “complesso dell’armonia” perché il matrimonio è un luogo di individuazione dove l’individuo entra in collisione con se stesso e con il partner, si scontra con l’altro sia nell’amore che nel rifiuto perché è così che conosce se stesso.

 

Venerdì 25 Maggio ore 20.30

Guarire la paura: trauma e cambiamento

Dott.ssa Gloria Volpato

Utilizziamo buona parte delle nostre energie per non sentire le nostre emozioni, per nasconderle o camuffarle. A tale scopo o diventiamo iper-razionali, illudendoci in questo modo di avere il controllo su tutto ciò che ci accade e ci accadrà, oppure diventiamo frenetici, in modo da non fermarci mai ad accogliere e ad ascoltare le nostre emozioni. Queste modalità di fuga posso essere causate dalla paura di  sperimentare emozioni negative intense che abbiamo sentito in momenti traumatici, di cui abbiamo spesso rimosso il ricordo. La paura è un’emozione che non si può imbrigliare in risposte razionali o strategie di rassicurazione, perché essa è collegata con i nuclei più profondi del nostro organismo che sono deputati a reagire in modo molto veloce di fronte a tutto ciò che può minacciare la nostra  sopravvivenza. I momenti traumatici possono rubarci una parte di sensibilità, che rimane bloccata dentro uno schema. Finché queste parti congelate di noi stessi non verranno liberate e guarite, non possiamo essere completamente presenti nel qui e ora. E se noi non siamo completamente qui, con tutto il nostro essere, non siamo completamente vivi, e quindi siamo limitati nello sviluppo del nostro potenziale. In questa conferenza scopriremo in che modo le esperienze traumatiche ci limitano nella nostra libertà esistenziale e scopriremo quelle strategie, che prescindono dal pensiero, che si basano su modalità innate e spontanee di elaborazione delle emozioni intense e negative, come la Paura, al fine di comprendere che è possibile affrontarle senza necessariamente esserne travolti.

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Centro Divenire. Centro di Psicoterapia Umanistica Integrata.

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