Ciclo di Conferenze “Potere del Sentire”: 25 Settembre “Fidarsi è meglio”

 

La speranza ci dona fiducia, entusiasmo, pensiero positivo ed eccitazione nei confronti della vita. È l’essenza fondamentale necessaria a crescere e andare avanti.

Anodea Judith

 

 Conferenza di apertura del Ciclo “Potere del Sentire”

 

Fidarsi è meglio:

vivere il presente per attraversare la paura

e la vergogna e ritrovare la speranza

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Venerdì 25 Settembre 2015, ore 20.30

presso il Centro Culturale Gritti di Ranica

 

Relatrice: Dott.ssa Gloria Volpato,

Psicologa, Psicoterapeuta, Direttore scientifico Centro Divenire

 

Ingresso libero e gratuito

 

L’esperienza della fiducia è un’esperienza basilare per ogni essere umano. Il tema della fiducia/sfiducia è spesso sullo sfondo in molti tipi di sofferenze psicologiche, dato per implicito e poco esplorato. “Sentire Fiducia” è la condizione indispensabile per accedere alla calma e alla sicurezza perché essa incoraggia il collegamento, il legame e l’esplorazione. La fiducia soddisfa l’istinto di sopravvivenza e provoca un profondo senso di benessere emotivo. Se siete fiduciosi che il mondo sia un luogo amichevole, provate la sensazione di voler vivere. Senza fiducia, la vostra sopravvivenza si sente costantemente minacciata e, poiché non vi è nulla che potete fare per evitare la minaccia, l’ansietà diventa insostenibile. Un famoso studioso, Erik Erikson (1964, 1988), ha definito questa condizione come una vera e propria lotta della vita tra la fiducia e la sfiducia e ha descritto la sua soluzione salutare come un sentimento di speranza.

La paura è un istinto biologico che ci fa rimanere immobili quando siamo in pericolo. Oltre alla reazione di congelamento che immobilizza il corpo, istintivamente tratteniamo il respiro, come se volessimo rimanere il più tranquilli possibile. In questo immobilismo anche la voce si congela, poiché senza respiro la voce non esce. C’è chi ha paura della solitudine e ha bisogno di essere in compagnia per sentirsi al sicuro, c’è chi ha paura di stare con gli altri e si sente sicuro soltanto quando è da solo. La paura è alla radice di tutte le emozioni dolorose, come la rabbia, la collera, il rancore o il rimorso.

La vergogna, ovvero l’emozione che proviamo quando temiamo di non sentirci accolti per ciò che siamo, è inversamente proporzionale al potere personale: essa impedisce di trasformare il desiderio, la volontà in azione reale. La vergogna ed il senso di colpa ci spingono a nasconderci, perché essi ci dicono che quello che abbiamo dentro in qualche modo è imperfetto e che, se ci esponiamo, queste imperfezioni saranno talmente evidenti che tutti le vedranno. In questo modo facciamo spesso l’esperienza di sentirci bloccati proprio al centro del nostro corpo. Il pensiero prende più spazio e diventa dominante. Usiamo tutta la nostra energia tentando di controllare e anticipare tutti i possibili scenari. Dato che non è possibile controllare qualsiasi cosa, l’esperienza di non essere all’altezza delle situazioni è ricorrente e con essa la sensazione di valere poco. Nel terrore di non riuscire a controllare la realtà che ci circonda e di rivivere le sensazioni in cui ci sentiamo piccoli, bisognosi e rifutati, ci rifugiamo in mondi sempre più piccoli e angusti, fatto di situazioni e gesti ripetitivi.

Il presente è l’unico che tempo che abbiamo. La maggior parte delle persone non sa vivere nel presente. Con la mente è spesso concentrata su un passato doloroso o su un futuro catastrofico. Ma il tempo presente è l’unico tempo che esiste, l’unico che possediamo. Se siamo in grado di abitare con consapevolezza questo tempo, siamo in grado di determinare il nostro futuro. È solo padroneggiando il tempo presente che possiamo navigare nelle situazioni della vita.

Questa conferenza, che alternerà continuamente piccoli esercizi di consapevolezza a momenti di riflessione teorica, vuole offrire l’opportunità di scoprire come il nostro modo di vedere le cose influenza la realtà: le convinzioni che abbiamo su noi stessi, il modo con cui vediamo gli altri e pensiamo il mondo intorno a noi influiscono sulla nostra percezione di poter affrontare le avversità della vita. Proveremo a guardare queste avversità non come condizioni che ci tolgono forza e speranza, ma come opportunità, forze fluide e in continuo movimento, che ci possono far crescere ed insegnare a vivere una vita più piena e soddisfacente.

Sperimenteremo come la capacità di ancorarsi ai sensi, di fidarsi dell’esperienza che facciamo di noi nel momento presente, di stare con quello che c’è e di ciò che ha bisogno di mostrarsi alla nostra visione interiore non giudicante, permettono l’apertura di scenari e territori inesplorati fonte di energia positiva e di possibilità.

Centro Divenire

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Centro Divenire. Centro di Psicoterapia Umanistica Integrata.

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