Come mi vedo e come sono: immagine corporea e realtà

Percorso di consapevolezza condotto dalla dottoressa Diana Avellino

 

Come mi vedo e come sono: immagine corporea e realtà - Centro DivenireQuando pensiamo a noi, più specificatamente al nostro corpo, ecco che si delinea nella nostra mente un’immagine che viene definita “immagine corporea”.

L’immagine corporea non è una copia fedele della nostra realtà fisica, bensì una ricostruzione che viene influenzata da quello che noi pensiamo e proviamo per noi stessi. C’è quindi un rapporto molto stretto tra immagine corporea e autostima.

Secondo Slade (1994), l’immagine corporea è costituita da diverse componenti:

  • percettiva (ad esempio, come la persona visualizza la taglia e la forma del proprio corpo);
  • attitudinale (quello che la persona pensa e conosce del proprio corpo);
  • affettiva (i sentimenti che la persona nutre verso il proprio corpo);
  • comportamentale (riguardante ad esempio, l’alimentazione e l’attività fisica).

Quindi l’immagine corporea riguarda la persona nella sua globalità, e i suoi effetti possono essere rilevanti e complessi. Frequentemente le ricadute di un’immagine corporea che non ci piace riverberano nelle nostre condotte alimentari: “non mi piace l’immagine che ho di me, quello che vedo allo specchio, sento una profonda sofferenza e frustrazione che sfogo sul cibo, mangiando qualcosa che mi riempa, dandomi l’illusione di far tacere la mia tristezza, ma così non è..anzi!”.

Altre volte l’esito può essere di deprivarsi del cibo o sperimentare diete rigidissime, come se attraverso ciò che introduciamo o che eliminiamo potessimo riuscire a modificare il nostro modo di percepirci. Purtroppo l’immagine corporea a volte resiste. Sebbene il corpo si modifichi, noi continuiamo a percepirci nello stesso modo.

Spesso un’immagine corporea distorta da una bassa autostima non ci permette di cogliere davvero chi vediamo, quando siamo di fronte allo specchio. Non vediamo le nostre qualità , la nostra bellezza e cosa valorizzare, ma solo i difetti, ciò che non piace, andando così ad alimentare un circolo vizioso di svalutazione da cui diventa sempre più difficile uscire.

Quando abbiamo una cattiva considerazione di noi, inevitabilmente ci saranno ripercussioni anche nel nostro mondo relazionale: d’altronde perché qualcuno ci dovrebbe apprezzare se non lo facciamo neppure noi? Allora può capitare che si metta in discussione la veridicità delle attenzioni altrui e diventi sempre più difficile stare in relazioni soddisfacenti.

Eppure dentro di noi ci sono le risorse per uscire da questo senso di inadeguatezza ed il gruppo può rivelarsi un valido alleato per farle emergere, in un clima di accettazione e condivisione.

Durante il percorso, attraverso il confronto e la partecipazione a diverse attività esperienziali, ciascuno avrà l’opportunità di esplorare e divenire più consapevole della propria immagine corporea: delle proprie percezioni, convinzioni, emozioni e comportamenti. Affronteremo inoltre come il cibo venga spesso utilizzato come strumento di controllo delle proprie emozioni e il significato simbolico delle nostre abitudini alimentari.

Con l’aiuto del gruppo ciascuno potrà iniziare a porre le basi per una ristrutturazione più amorevole dell’immagine di sé.

Tutte le informazioni relative a Come mi vedo e come sono: immagine corporea e realtà percorso 2017-2018.

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