Paola Aquaro

Paola Aquaro
Chi sono

Sono sempre stata affascinata dalle persone, tutte così diverse eppure per certi versi così simili, nelle loro fragilità, bisogni, desideri e aspirazioni. Ritengo che ognuno possieda dentro di sé tutto il necessario per superare i momenti di crisi e che le cicatrici delle ferite passate possano renderci persone migliori.

Ecco perché amo la metafora del Kintsugi o delle cicatrici d’oro. In Giappone, quando un oggetto in ceramica si rompe, lo si ripara con l’oro, poiché si è convinti che un “vaso rotto possa divenire ancora più bello di quanto già non lo fosse in origine”. Tale tecnica di riparazione prende appunto il nome di Kintsugi (letteralmente, “riparare con l’oro”), e consiste nell’incollare i frammenti dell’oggetto rotto con una lacca giallo rossastra naturale e nello spolverare le crepe che attraversano l’opera ricomposta con della polvere d’oro. Il risultato è strabiliante: il manufatto è striato d’oro, percorso da linee che lo rendono nuovo, diverso e bellissimo. La casualità determinata dalla rottura rende gli oggetti tutti differenti fra loro e dunque unici, oltre che pregiati per via del metallo prezioso che li decora.

 

Formazione

Dopo essermi laureata in Psicologia presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca ho proseguito i miei studi presso l’AMISI, Associazione Medica Italiana per lo Studio dell’Ipnosi.

L’ipnosi è uno stato modificato di coscienza che tutti conosciamo: si manifesta spontaneamente anche più volte al giorno, per esempio quando stiamo per addormentarci o per svegliarci o quando siamo particolarmente assorti in qualcosa che ci coinvolge. in questo particolare stato mentale viene stimolata la cosiddetta “mente analogica” che, a differenza della “mente logica”, è la sede di tutte le reazioni emotive non mediate dalla razionalità.

L’approccio che utilizzo è quello neo-ericksoniano, che si basa soprattutto sulle intuizioni, sulle strategie e sulle innovazioni dello psichiatra americano Milton Erickson (1901 -1980). La terapia ha una struttura molto flessibile che può (e anzi deve) essere adattata alla specificità del singolo paziente, proprio come se fosse un abito “cucito su misura”. Compito del terapeuta è aiutare la persona a riscoprire le capacità che già possiede dentro di sé e che possono essere, per varie ragioni, temporaneamente bloccate e inaccessibili. Nel processo terapeutico il lavoro viene svolto essenzialmente dal paziente, il terapeuta è un compagno di viaggio affidabile e sempre presente nel momento del bisogno.

 

Attività clinica

Nell’attività clinica mi occupo di psicoterapia individuale con adulti e adolescenti, conduco gruppi di promozione del benessere utilizzando le tecniche ipnotiche e di visualizzazione guidata.

Svolgo percorsi di preparazione al parto con l’ipnosi, che accompagnano la donna durante gli ultimi mesi di gravidanza e le permettono di vivere l’esperienza consapevole di un parto naturale con serenità e riducendo al minimo la sofferenza.

Da diversi anni lavoro presso il Centro Antiviolenza Telefono Donna, sito all’interno dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, dove mi occupo di fornire supporto psicologico alle vittime di maltrattamento e abusi. Sono la psicologa referente della Casa Rifugio Il Battello, struttura ad indirizzo segreto gestita da Telefono Donna, dove vengono ospitate tutte coloro che necessitano di allontanarsi dalla propria abitazione per tutelare la propria incolumità. Svolgo percorsi di prevenzione e contrasto ad ogni forma di violenza (in particolare violenza di genere, bullismo e cyberbullismo) presso diversi Istituti Scolastici Milanesi di ogni ordine e grado.

 

Perché il Centro Divenire?

Mi sono sentita ispirata ed entusiasta appena ho iniziato a respirare l’atmosfera del Centro. Le attività proposte e i professionisti coinvolti, che lavorano in un clima di scambio e confronto reciproco, costituiscono un’occasione di grande crescita personale e professionale. Credo che il Divenire sia l’esempio lampante di quanto affermato dal famoso naturalista e biologo Charles Darwin “nella lunga storia del genere umano hanno prevalso coloro che hanno imparato a collaborare”.

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