Claudia Palazzoli

Claudia Palazzoli

Chi sono

Da sempre sono stata colpita dalla capacità degli esseri umani di tessere legami significativi tra loro, con l’impressione che anche la vita interiore sia animata da diverse parti in dialogo, meritevoli di essere ascoltate.

Da adolescente questo mio pensiero aveva trovato espressione, anche per la mia passione per la cinematografia, nel desiderio di diventare regista. L’idea di poter dare nuova vita a un testo, lavorando sulla psicologia dei personaggi, esplorando le possibili dinamiche e ricorrendo alla potenza evocativa delle immagini, era ciò che mi affascinava maggiormente.

Guardando al mio passato penso che tale inclinazione, insieme alla mia sensibilità e al desiderio di non fermarmi mai alla “superficie”, mi abbiano consentito di trovare la mia strada: la psicologia. Credo che tutte le persone abbiano le risorse per riscrivere la propria storia, incuriosendosi e prendendosi cura dei personaggi che abitano la propria vita psichica e delle relazioni che vivono nel quotidiano. Vedo nello psicologo quel professionista che può accompagnare ciascun individuo in questa esplorazione e rielaborazione, aiutandolo a diventare “regista” di se stesso.

 

Formazione

Desiderosa di approfondire la mia conoscenza delle dinamiche intrapsichiche ed interpersonali, dopo la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e della Salute conseguita presso l’Università San Raffaele, ho deciso di intraprendere un percorso di specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica, individuale e di gruppo, portato a termine presso la Scuola C.O.I.R.A.G. di Milano. Ho avuto modo di solidificare e sviluppare le competenze acquisite grazie al tirocinio formativo presso il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASST di Vimercate dove mi sono confrontata anche con l’utenza psichiatrica. In continuità con tale esperienza si inseriscono un percorso di analisi personale e uno di supervisione che si configurano come uno spazio di elaborazione importante, funzionale al lavoro terapeutico. Spinta dall’interesse ad ampliare il mio orizzonte conoscitivo partecipo a seminari, workshop e convegni.

 

Di cosa mi occupo

Mi occupo di consultazione e psicoterapia rivolta a giovani adulti ed adulti proponendo percorsi individuali, di coppia e di gruppo personalizzati.

Nel mio lavoro adotto l’approccio clinico della Scuola C.O.I.R.A.G., il quale valorizza e considera la gruppalità, la relazionalità e i legami (familiare, sociale, culturale e comunitario) come dimensioni costitutive, consce ed inconsce, della psiche umana.

Tale cornice di riferimento mi guida nell’aiutare le persone, che si rivolgono a me, a risignificare il proprio dolore e a costruire insieme nuove possibilità immaginative che portano a un cambiamento. Ogni incontro è unico: nell’accogliere ed entrare in contatto empaticamente con la sofferenza psichica portata dalla persona è per me fondamentale collocare la sua storia e la sua vita psichica all’interno della matrice familiare, relazionale ed affettiva di cui fa parte. La relazione che viene ad instaurarsi tra terapeuta e paziente, insieme all’attenzione rivolta all’unicità del suo mondo interno e alla lettura multi-personale del suo disagio costituiscono valori cardine del lavoro terapeutico. In linea con tale orientamento strumento privilegiato della terapia è il colloquio clinico, che in alcuni casi arricchisco con il ricorso a tecniche dello psicodramma analitico per facilitare l’esplorazione dei propri vissuti emotivi.

Inoltre lavoro nelle scuole superiori dove mi occupo della progettazione e realizzazione di interventi specialistici rivolti ad alunni con disabilità cognitiva, difficoltà di apprendimento, di comportamento ed emotive.

 

Perché il Centro Divenire

Ho trovato nel Centro Divenire un luogo in cui è possibile incontrarsi autenticamente, in uno scambio sincero e profondo con gli altri, ognuno portatore della sua diversità ed unicità. È proprio la ricchezza delle differenze dialoganti fra di loro che avvia un processo di crescita professionale e personale. Il gruppo e la sua dinamica, in cui è possibile accogliere ed integrare diversi punti di vista, permettono quel movimento verso un ascolto più attivo ed empatico ed una maggiore capacità osservativa di se stessi e degli altri in cui è possibile cogliere il proprio “divenire” ed evolversi.

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